"Gente di primavera" - una luce che non si spegne
Ogni anno, il 24 marzo, la Chiesa celebra la Giornata dei Missionari Martiri, ricordando quanti hanno testimoniato il Vangelo fino al dono supremo della vita. La data non è casuale: è il giorno in cui, nel 1980, venne ucciso mentre celebrava la Messa l’arcivescovo di San Salvador, Oscar Romero, divenuto simbolo di una fede che non arretra di fronte all’ingiustizia e alla violenza.
Per il 2026, la Fondazione Missio propone il tema “Gente di primavera”, un’immagine potente che richiama i missionari come semi di speranza capaci di fiorire anche nelle terre più difficili. Il riferimento nasce dal messaggio di Papa Francesco per la Giornata Missionaria Mondiale 2025, dove ricorda che “siamo battezzati nella morte e risurrezione di Cristo, la primavera eterna della storia” e quindi chiamati a uno sguardo pieno di speranza, certi che “la morte e l’odio non sono le ultime parole sull’esistenza umana”.
I martiri missionari testimoniano ogni giorno che il Vangelo può mettere radici anche dove la dignità umana è più minacciata. Con coraggio e semplicità portano la vicinanza di Dio ai più poveri, diventando segno di una primavera che non si arrende al freddo della violenza e dell’ingiustizia. La loro vita è un invito a lasciarsi raggiungere da questa stessa forza del Vangelo, che fa sbocciare “fiori di bellezza, di giustizia, di rinascita, di fraternità e di pace”.
La Veglia del Decanato di Appiano Gentile si colloca dunque in questo cammino ecclesiale: un momento di preghiera, ascolto e memoria per riconoscere la presenza viva di chi, ancora oggi, annuncia Cristo nelle periferie del mondo e nelle periferie dell’uomo. Il gesto della veglia diventa così impegno concreto per trasformare il nostro quotidiano, rendendolo più coraggioso, coerente e carico di carità.
La comunità è invitata a partecipare, come “gente di primavera”, per accogliere e custodire i semi di bene che i martiri missionari hanno affidato alla Chiesa intera.