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| FAMILY 2010 APRE MILANO VERSO IL MONDO |
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| Chiesa - CEI | |||
| Scritto da Fabrizio | |||
| Giovedì 02 Giugno 2011 22:15 | |||
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Riportiamo un articolo di Rita Salerno pubblicato il 24 maggio 2011 sul sito della Diocesi di Milano relativo alla VII Incontro Mondiale delle famiglie che si terra’ nel 2012 a Milano.
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L'ha sottolineato l'Arcivescovo presentando in Vaticano le catechesi preparatorie: «Non è uno dei molteplici percorsi che alimentano i nostri cammini pastorali. Un afflato speciale ci apre al respiro universale della Chiesa»
Dieci catechesi bibliche, corredate da testi del Magistero, suddivise in tre gruppi introdotti da immagini artistiche incentrate sui principali contenuti. È il volume che raccoglie le catechesi realizzate in vista del VII Incontro mondiale delle famiglie in programma a Milano dal 30 maggio al 3 giugno 2012, presentato stamane in Vaticano. La pubblicazione, a cura dalla Libreria Editrice Vaticana, edita in italiano, inglese, spagnolo, francese, tedesco, portoghese e polacco, ha per titolo il tema dell’incontro: La famiglia: il lavoro e la festa. Altesto, la cui prima copia è stata consegnata a Benedetto XVI nell’udienza del 13 maggio scorso, ha lavorato lo staff del Pontificio Consiglio per la Famiglia e quello della Diocesi di Milano.
Per il cardinale Ennio Antonelli, presidente del dicastero vaticano che festeggia trent’anni di attività, si tratta di «un sussidio prezioso che potrà essere utilizzato direttamente nelle comunità ecclesiali e nelle famiglie». Per poi precisare che l’Incontro di Milano prevede il congresso teologico-pastorale nei primi tre giorni, ai quali faranno seguito i giorni di festa con la presenza del Santo Padre.
Per parte sua, l’auspicio del cardinale Dionigi Tettamanzi è che le catechesi «possano innervare il cammino di tante diocesi in tutto il mondo». Queste catechesi - primo passo ufficiale del cammino di avvicinamento a Milano 2012 - sono «uno snodo importante all’interno di una traiettoria che vuole interrogarci fortemente sulla famiglia patrimonio di umanità - ha aggiunto - e una sfida per Milano, crocevia di popoli che cercano nel Dio vivente l’unica vera risposta per la propria vita». Per questo la Diocesi «è chiamata a rendersi sempre più consapevole che non si tratta di uno dei molteplici percorsi di catechesi che ogni anno alimentano i nostri cammini pastorali. C’è un afflato speciale che ci apre al respiro universale della Chiesa». «È necessario un grande lavoro di comunicazione - ha precisato - perché, grazie anche alle traduzioni, questi contenuti e le molteplici intuizioni che li caratterizzano non restino appannaggio di pochi e non siano solo un patrimonio intraecclesiale». D’altra parte è stato lo stesso Pontefice, nella lettera d’indizione del 23 agosto 2010, a raccomandare di curare bene e per tempo ogni aspetto dell’evento, che «non dovrebbe rimanere isolato, ma collocarsi entro un adeguato percorso di preparazione ecclesiale e culturale» attraverso iniziative a livello parrocchiale, diocesano e nazionale. A monsignor Franco Giulio Brambilla, coordinatore del gruppo di lavoro per la stesura delle catechesi e copresidente del Comitato scientifico preparatorio del Congresso teologico-pastorale, il compito di entrare nei dettagli del libro: il primo gruppo di catechesi «si sofferma sul modo di vivere le relazioni nella casa», il secondo «introduce nella vita quotidiana il tema del lavoro, che segna profondamente oggi lo stile della famiglia», il terzo «si concentra sullo stile con cui la famiglia vive la festa». Constatando che «l’uomo moderno ha inventato il tempo libero, ma sembra aver dimenticato la festa», Brambilla ha ammesso che «la famiglia ha bisogno di iscrivere nel suo stile di vita il senso della festa, pensandosi non solo come soggetto di bisogni, ma come comunità dell’incontro». E sulle politiche familiari in Italia, e in particolare a Milano, l’Arcivescovo ha rilevato che «non solo si può fare di più, ma si deve fare di più, per la politica familiare così come per tante altre politiche». Aggiungendo, in merito alle polemiche sui suoi presunti silenzi e omissioni su temi come la vita, la famiglia e la lotta alla droga, che «quando intervengo faccio di tutto per intervenire da credente e da vescovo: il mio punto di riferimento è il Vangelo, le reazioni non mi turbano».
24.05.2011 di Rita SALERNO (copyright www.chiesadimilano.it)
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