Corsi Fidanzati 2011-2012

Scarica la locandina
 
Ed ecco alcune indicazioni importanti
 
Leggi l'esperienza
dei corsi fidanzati 
e di Lurago
 
La parola ai protagonisti

Collabora con noi!!!

7 collaboratori nello Staff
6 collaboratori esterni
E c'e ancora posto!!!
 

Visitatori

Oggi19
Ieri43
Settimana283
Mese846
Tutte2704

Attualmente ci sono 9 ospiti online



Designed by:
SiteGround web hosting Joomla Templates

AMBROGIO VESCOVO PDF Stampa E-mail
Chiesa - Arcivescovo
Scritto da Fabrizio   
Mercoledì 07 Dicembre 2011 18:58

Ambrogio Vescovo

Nessuno sopra la Chiesa

Pubblico questo articolo preso da Avvenire.it

Aveva scelto la carriera di magistrato – seguendo le orme del papà, prefetto romano della Gallia – e a trent'anni si trovava già ad essere Console di Milano, città che era allora capitale dell'Impero. Così, quel 7 dicembre dell'anno 374, in cui cattolici e ariani si contendevano il diritto di nominare il nuovo Vescovo, toccava a lui garantire in città l'ordine pubblico, e impedire che scoppiassero tumulti. L'imprevedibile accadde quando egli parlò alla folla con tanto buon senso e autorevolezza che si levò un grido: «Ambrogio Vescovo!».

 E pensare che era soltanto un catecumeno in attesa del Battesimo! Cedette, quando comprese che quella era anche la volontà di Dio che lo voleva al suo servizio. Cominciò distribuendo i suoi beni ai poveri e dedicandosi a uno studio sistematico della Sacra Scrittura. Imparò a predicare, divenendo uno dei più celebri oratori del suo tempo, capace di incantare perfino un intellettuale raffinato come Agostino di Tagaste, che si convertì grazie a lui. Da Ambrogio la Chiesa di Milano ricevette un'impronta che si conserva ancor oggi, anche nel campo liturgico e musicale. Mantenne stretti e buoni rapporti con l'imperatore, ma era capace di resistergli quand'era necessario, ricordando a tutti che «l'imperatore è dentro la Chiesa, non sopra la Chiesa». E quando seppe che Teodosio il Grande aveva ordinato una violenta e ingiusta repressione a Tessalonica, non temette di esigere dal sovrano una pubblica espiazione. Dicono che al termine della sua vita abbia confidato: «Non ho paura di morire, perché abbiamo un Signore buono!». Alla sua Chiesa lasciava un ricco tesoro di insegnamenti soprattutto nel campo della vita morale e sociale. Altri santi: San Giovanni Silenziario (+558); San Carlo Garnier, missionario gesuita (1605-1649); Santa Maria Giuseppa Rossello, fondatrice delle Figlie della Misericordia (1811-1880). Letture: «Il Signore dà forza a chi è stanco» (Isaia 40,25-31); «Egli perdona tutte le tue colpe» (Salmo 102); «Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi» (Matteo 11,28-30).

Scarica il primo Discorso alla Citta' dell'Arcivescovo Angelo Scola